KALAMKARI: Dietro quelle che vi abbiamo “semplicemente” descritto come “sciarpe dipinte a mano” in realtà c’è una tradizione che si perde nella notte dei tempi. E’ una tecnica di pittura anticamente usata in India e Iran su pannelli di tessuto per la narrazione di storie e miti, eseguita a mano con l’aiuto di un pennellino (pensate all’assonanza tra Kalam e il nostro italianissimo Calamaio…)

Oggi si usano come decorazioni dei tessuti, i disegni spesso richiamano motivi floreali, con rami morbidi e sinuosi che creano una sorta di cornice.

JAMAWAR: Un intreccio di fili di cashmere e seta che crea un disegno sul tessuto molto particolare, tipicamente orientale, che spesso richiama motivi floreali, disegni ispirati alla natura o classici disegni jaquard. Anticamente erano realizzati a mano, in genere commissionati dai nobili, gli unici a potersi permettere l’elevato costo. Oggi vengono prevalentemente realizzati a macchina, mentre la produzione artigianale è rara, solitamente destinata alle spose e tra le più costose che possano esserci sul mercato, visti i tempi lunghissimi che richiede la lavorazione.
Una delle caratteristiche di questi ricami rispetto agli altri è la difficoltà a distinguere dritto e rovescio.

JACQUARD: Probabilmente il termine che ha meno bisogno di spiegazioni. Deriva dal nome di un telaio e del relativo inventore, considerato rivoluzionario perché ha velocizzato e semplificato la realizzazione di ricami anche molto complessi. Quando nelle nostre sciarpe indichiamo il termine Jacquard, ci riferiamo al classico disegno che tutti conosciamo, tra il geometrico e il floreale, per intenderci le “grandi virgole da cui si diramano foglie, fiori e rami”! Spesso usato per arricchire il tessuto monocromo della pashmina, sia come vero e proprio ricamo colorato, che come disegno tono su tono per creare giochi di luce.