Viaggio d’amore, d’amicizia, di nuove conoscenze e di avventura.  Ma soprattutto un viaggio di coronazione. L’India era tutto ciò che mi aspettavo e niente che potessi aspettarmi.

L’invasione dei colori più brillanti che potessi dipingere, l’onda degli odori più intensi che potessi percepire, il frastuono che suona vita, il canto dell’incenso dei monasteri e  il silenzio dirompente del sole, del vento, delle montagne.

L’India mi è entrata dentro esplodendo con la sua forza danzante. Ho visto l’India passeggiando per le vie cittadine, tra i profumi delle cucine che ti catturano con l’aroma energico delle mille spezie, ammirando nelle botteghe cittadine lo scintillio di Shiva, Ganesh e Buddha e lasciandomi conquistare dalle stoffe di ogni esperienza tattile e dai colori del mare, del sole, del fuoco e dell’aria. La preziosità e la sacralità si trovano ovunque.

E’ dentro e fuori, è soffio e terra, è bellezza ed eccesso che ti riempiono.

L’Hymalaya sono sagge divinità in ascolto e preghiera alle quali ti affidi percorrendo quelle strade. Puoi guardare assieme a loro la bellezza disarmante dei quei luoghi scorgendola negli occhi delle donne avvolte che lavorano nelle strade con il piccone e la pala in mano, nella corsa libera degli asino selvatici e nei passi trotterellanti di un bambino che esce dalla sua tenda di nomade per venirti incontro.

Il cielo è il tutto che avvolge, magnifico e mutevole, denso e maestoso. L’ho respirato, per farmi inondare dalla sua purezza ed ogni volta aveva un profumo diverso. E proprio tra quelle altezze e quegli orizzonti sconfinati  ho realizzato e sperimentato la sua vita  nella mutevolezza sovrastante delle nuvole, nella densità vibrante dei suoi colori e nel bagliore straordinario delle stelle di notte.

Un mio caro amico dice sempre che viaggiare è come vivere, è la metafora della vita stessa, mette alla prova i tuoi limiti e ti sorprende. Quello che porto con me è un bagaglio prezioso, pieno di immagini, sensazioni ed emozioni meravigliose che ho avuto la fortuna di condividere con alcune tra persone più speciali della mia vita, prime fra tutti mio marito. A lui dedico queste mie parole perché il suo affidarsi a me ed intraprendere questo viaggio per rendermi felice ha permesso la raccolta di questo tesoro inestimabile. Ed in tutto questo io sento la comunione col mondo, mi sento unita al mondo.

C’era una volta un sogno…il mio sogno è diventato viaggio…il viaggio è diventato vita!