In India il baco da seta viene allevato, ma è anche presente allo stato selvatico. La seta viene prodotta nelle fabbriche o tessuta artigianalmente in case private. Per questo l’industria tessile e dell’abbigliamento offre più posti di lavoro di qualsiasi altro settore.

Ahmedabad in particolare è la Capitale riconosciuta della regione più fertile, tra quelle del subcontinente indiano, quando si tratta di tradizione nel settore tessile; una metropoli da sogno, dove il passato si intreccia, è il caso di dire, con il futuro.

Temi sacri e profani, scene mitologiche che accompagnano da sempre la casta Vaghri, l’unica deputata a tradurre in forma visuale un pantheon complesso, che vede sommare oltre sessanta divinità. Nei piccoli laboratori artigiani la vita scorre immutabile, scandita dal ritmo di gesti antichi, sedimentati nel corso del tempo; passati di generazione in generazione, preziosa eredità della più eccezionale cultura del fare.

Sarà lo stesso Gandhi, originario proprio del Gujarat, a intuire che attraverso l’arte della tessitura l’India può trovare un linguaggio comune a tutte le genti, le etnie, le confessioni religiose che la animano e la colorano. Un’idea di grande profondità, un’intuizione che sa caricare l’arte di un altissimo valore simbolico.